La difesa dei diritti
in campo fiscale

Niente sanzioni per sei mesi sulla fatturazione elettronica. Ma ...

I tempi ormai stringono, il primo gennaio è ormai molto vicino allora vorrei in questo video, chiarire bene che cosa vuol dire che nei primi sei mesi di applicazione della fatturazione elettronica non ci saranno sanzioni in caso di tardività di emissione delle fatture.

Com'è noto, il Decreto Legge 119 del 23 ottobre del '18 ha stabilito che nei primi sei mesi di applicazione, che in realtà sono stati allargati a nove mesi per le aziende che liquidano l'IVA mensilmente e non trimestralmente, non ci saranno sanzioni nel caso in cui si emettano le fatture non nel termine corretto di emissione ma entro il termine della liquidazione IVA. C'è dunque tempo per adeguarsi ma dev'essere molto chiaro che una fattura si considera comunque sempre emessa soltanto se la emetto elettronicamente.

Altre modalità di emissione non sostituiscono l'emissione elettronica.

Quindi, se tu sei un professionista o comunque presti servizi ed emetti fatture esclusivamente al pagamento, allora effettivamente potresti anche prenderti del tempo dopo il pagamento per emettere la fattura.

Esempio: tu sei un professionista, ricevi un pagamento il 15 gennaio, hai tempo addirittura, se sei un trimestrale, fino al 16 maggio per emettere quella fattura e non sei sanzionato.

Occhio però.

Io non aspetterei così tanto perché magari sulla tua parcella c'è la ritenuta d'acconto e quindi il tuo cliente ha bisogno di saperlo.

Inoltre, tieni conto che emettere la parcella nel trimestre successivo non ti esonera dal dover dichiarare l'IVA dovuta nel trimestre precedente, con qualche complicazione contabile.

Per gli imprenditori che invece spesso emettono fattura prima di essere pagati, l'emissione delle fatture diventa fondamentale perché se tu, ad esempio, cedi un bene ma non emetti subito la relativa fattura, ebbene il tuo cliente non ti pagherà mai finché non riceve la fattura.

Allora, al di là degli adempimenti di legge sarà bene che tu te ne occupi tempestivamente.

Notizia dell'ultima ora: si vocifera che un emendamento dell'ultima ora sarebbe stato inserito nella Legge di Stabilità per togliere il divieto di aderire al regime forfettario per il socio di srl. Allora se tu sei un socio di srl e stavi preparandoti alla fatturazione elettronica perché in qualità di socio non potevi avere il regime forfettario, ebbene probabilmente, ve lo confermerò, potrai invece aderire al regime forfettario senza dover cedere le tue quote.

Quindi forse su questo abbiamo una buona notizia.

La deduzione delle spese di ristorante è a rischio. Potrà aiutare la fatturazione elettronica?

Sei consapevole del fatto che se l'Agenzia delle Entrate ti fa un controllo fiscale è molto, molto probabile che avrà qualcosa da ridire sulle spese di "ristorante" che sono nella tua contabilità?

Io ultimamente ho avuto, nel corso di parecchie verifiche fatte ai miei clienti, l'opportunità di verificare che l'Agenzia delle Entrate quando non trovi il dettaglio dei partecipanti a un pranzo contesta le spese dicendo che non sono giustificate, non inerenti.

"Ma con chi eri a pranzo? Come faccio a sapere che eri con il tuo avvocato o un potenziale cliente piuttosto che con l'amante?"

Ma come si fa ad andare dal ristoratore a dirgli "cortesemente nella fattura - che magari ti sta facendo a mano, con dietro la coda di persone che attendono di pagare - per favore mettimi anche l'elenco dei partecipanti, le dieci persone presenti e magari pure il motivo dell'incontro".

E' infattibile, è ingestibile!

Allora io voglio dare qui un monito agli imprenditori che vogliono stare più tranquilli e ai ristoratori più avveduti che questo, con la fatturazione elettronica, potrebbe essere in qualche modo superato.

Ma tu, ristoratore, che sei un pochino più digital e vuoi offrire un servizio davvero particolare perché non digitalizzi questo processo? Trova il modo di farti comunicare dal tuo cliente, con un'app, con un iPad che metti sui tavoli, vedi tu, i partecipanti alla cena e il motivo della riunione e fai in modo di trovare un sistema che non ti obblighi a fare copia e incolla, ma un sistema automatizzato per far confluire queste informazioni nelle note della tua fattura elettronica.

Sappi che se vorrai esagerare alla fattura elettronica potrai allegare un file e in questo file perché non fare una bella foto di gruppo, se nessuno protesta per ragioni di privacy?

Forse questo è un eccesso ma il fatto di poter indicare quanto meno l'elenco dei partecipanti sulla fattura, opportunamente forniti dal cliente, questa mi sembra una buona idea.

C'era il mio avvocato, il mio commercialista e un mio cliente potenziale.

Lo so, il Fisco ci obbliga ai salti mortali ma in questo contesto perché non tutelarsi il meglio possibile?

Ma alla fine i forfettari come ricevono le fatture elettroniche???

Il video destinato a minimi e forfettari, forfettari presenti e futuri visto che a gennaio ne avremo più di quanti ne abbiamo oggi e viste le novità della Legge di Stabilità.

Ebbene, il tema che voglio trattare qui è: che cosa succede alle fatture ricevute dai forfettari e dai minimi a partire dall'1 gennaio?

Avevo già fatto un video ma ci sono novità sull'argomento perché l'Agenzia delle Entrate in un una FAQ ha risposto alla specifica domanda. La specifica domanda è questa: come devono gestire i forfettari e i minimi le fatture elettroniche ricevute? Sono tenuti i forfettari e i minimi alla Conservazione Sostitutiva delle fatture?

I forfettari e i minimi non sono tenuti a conservare le fatture in maniera digitale, a meno che non vogliano riceverle dai loro fornitori in formato elettronico. Quindi, se il minimo/forfettario comunica al suo fornitore o all'Agenzia delle Entrate la modalità con cui vuol ricevere le fatture, PEC piuttosto che Codice Destinatario, allora con questo manifesta il suo intendimento a voler ricevere le fatture elettroniche e quindi dovrà anche conservare le fatture elettroniche ricevute, lo potrà fare tramite i canali dell'Agenzia delle Entrate se non vuole affidarsi a un servizio a pagamento.

Ma i forfettari/minimi hanno anche l'opzione di non voler ricevere le fatture elettroniche e allora possono comunicare ai loro fornitori di indicare 7 zeri nel campo del Codice Destinatario, nelle fatture elettroniche.

Non la PEC, non un Codice Destinatario specifico.

Eviteranno di comunicare all'Agenzia delle Entrate la modalità di ricezione e quindi saranno trattati, fondamentalmente, come privati. A questo punto riceveranno dai loro fornitori anche un formato PDF delle fatture che potranno conservare analogicamente su carta.

Quindi le opzioni sono due, anzi tre:

La prima, la più tecnologica è che il forfettario/minimo decida di adeguarsi alla fatturazione elettronica anche per le emissioni delle fatture e a quel punto comunicherà il suo Codice Destinatario e farà tutto come se fosse obbligato a fare la fatturazione elettronica.

La seconda possibilità è che emetta le fatture analogiche, come faceva in passato, ma decida di riceverle elettroniche ed allora comunicherà ai suoi fornitori e all'Agenzia dell'Entrate la modalità con cui vuole ricevere le fatture e dovrà, quindi, poi fare anche la Conservazione Sostitutiva.

La terza opzione è che voglia emetterle e riceverle anche analogiche. In questo caso non deve assolutamente comunicare ne' all'Agenzia delle Entrate, ne' ai fornitori ne' PEC ne' Codice Destinatario per non essere poi costretto a fare la Conservazione Sostitutiva.

A te la scelta.