La difesa dei diritti
in campo fiscale

Obbligo revisore legale nelle SRL: il termine è vicino

Chissà se anche la tua azienda è tra quelle che entro il 16 dicembre prossimo dovranno nominare un Revisore dei Conti.

Ebbene sì! Non si torna più indietro!

Le aziende che avranno anche solo uno di questi parametri sopra soglia: 20 dipendenti, 4 milioni di fatturato o 4 milioni di attivo patrimoniale dovranno nominare un Revisore legale.

Lo so, un altro balzello sulle spalle delle piccole e medie imprese, però vediamo se riusciamo a trasformare insieme questo balzello in una opportunità.

E' noto che non potrai nominare come Revisore ne' il tuo Commercialista, ne' qualche suo collega di studio, dovrai trovare un terzo indipendente. In qualità di Dottore Commercialista io sono regolarmente iscritto all'albo dei Revisori Contabili e quindi posso accettare incarichi di questo tipo e visto che tanti imprenditori mi seguono on line, mi è venuto in mente di parlare di questa opportunità.

Magari ti farebbe piacere avere in squadra, nella tua azienda, proprio quel commercialista che hai visto online e che apprezzi per i contenuti che pubblica sui social. Insieme si potrebbe realizzare quello che davvero dovrebbe fare il Revisore, che dovrebbe essere un partner che aiuta l'azienda a essere più solida all'esterno. Fondamentalmente un'altra voce che aiuta a crescere.

Questo mi piacerebbe fare come revisore e allora parliamone.

Chiariamoci bene: se decidi di propormi di fare il Revisore della tua azienda io dovrò prima fare un'analisi molto dettagliata della tua azienda per capire quali sono i rischi a cui andiamo incontro, anche perché è noto che il Revisore ha delle responsabilità di carattere sia civile che penale per il lavoro che svolge, quindi non accetterò mai un lavoro come Revisore alla leggera.

Io sono convinto che tra le persone che mi seguono on line ci siano imprenditori con i quali, come Revisore, potrei sviluppare una relazione professionale davvero reciprocamente soddisfacente.

Allora, senza alcun tipo di impegno ne' da parte tua ne' da parte mia, compila il form qui sotto, riceverò le candidature per questo incarico, sarai contattato dal mio team ed eventualmente dopo anche da me.

Compila il form: http://bit.ly/revisore-legale

Lettera di addio al regime forfettario

"Spettabile clientela,

ci fa piacere comunicarVi che il 2019 per la nostra azienda è stato un anno particolarmente positivo e ricco di soddisfazioni. Per questa ragione a partire dal 2020, la nostra azienda non potrà più godere del regime forfettario e di conseguenza la fatturazione delle nostre prestazioni, a partire dal 2020, dovrà avvenire a regime di IVA.

Ci spiace molto ma dal 2020 non potremo fare altro che aggiungere questa imposta ai corrispettivi che Vi chiediamo per le nostre prestazioni e quindi farVi pagare di più rispetto a quanto eravate abituati a fare.

Detto questo c'è una buona notizia: se aveste intenzione, anche per l'anno prossimo, di rinnovarci la fiducia, Vi informiamo che se deciderete di pagare la nostra consulenza relativa all'anno prossimo entro il 31/12/2019 saremo ancora in grado di fatturarVi senza l'applicazione dell'imposta.

Sperando dunque di averVi ancora in squadra con noi l'anno prossimo, Vi salutiamo cordialmente e aspettiamo una Vostra conferma al più presto."

Vi è piaciuta questa lettera? Si è capito qual è il discorso?

Ho fatto una consulenza a una bellissima azienda che si trova proprio in questa situazione: ditta individuale, è arrivata a un fatturato che supera i 65 mila euro nel 2019 e il quesito della consulenza era "cosa ci conviene fare nel 2020?", "c'è una soluzione alternativa al passare al regime semplificato? Cosa possiamo fare?"

Da qui, nella discussione è nata una seconda domanda: "ma se io sforo ben oltre i 65 mila euro e fatturo molte delle prestazioni che riguardano l'anno prossimo entro il 2019, cosa succede? Posso ancora godere del regime forfettario nel 2019 se magari non fatturo 60-65 mila euro ma addirittura 100 o più mila euro?"

La risposta è assolutamente sì.

Si può stare nel regime forfettario per l'ultimo anno, qualunque sia lo scostamento dai 65 mila euro e allora la lettera che ho un pochino costruito ad arte e che ho interpretato ha proprio questo obiettivo. Quello di dire ai clienti: dall'anno prossimo c'è l'IVA , se volete pagarmi prima a me non disturba, vengo pagato prima, pago anche le tasse prima ma tu non paghi l'IVA!

Questo nel caso di questo cliente era molto rilevante dal momento che i suoi clienti erano tutte persone fisiche, non esercenti attività di impresa o professionale e quindi, per chi non ha p. IVA, pagare o meno l'IVA fa una bella differenza. Quindi questo strano regime forfettario che conseguenze porta?

Porta degli incentivi distorti e porta a fare il giochino del "zig-zag": nel 2019 ho sforato e allora cerco di sforare il più possibile, nel 2020 poi, avendo fatturato di più nel 2019 fatturo di meno, scendo sotto di nuovo i 65 mila euro così nel 2021 posso ritornare nel forfettario.

E' evasione questa? Assolutamente no perché in tutti i regimi ormai, tranne dove la contabilità sia ordinaria, quindi sia nel regime forfettario che nel regime semplificato, le tasse si pagano sull'incassato, quindi se io incasso di più in un anno devo pagare le tasse di quell'anno. Non è dunque da criticare chi decide di comportarsi in questo modo, piuttosto è da criticare chi queste ha creato queste norme che portano a enormi effetti distorsivi.

Come funziona la deduzione degli interessi passivi nella SRL

Oggi ho pensato di trattare un argomento che credo non sia sulla bocca di tutti gli imprenditori e non sia ben noto a tutti, il tema è quello della deduzione degli interessi passivi per le società di capitali.

Il costo per il capitale preso a prestito dalla società per finanziare investimenti e per finanziare l'attività corrente della società, cioè gli interessi passivi, sono regolarmente e integralmente deducibili dal reddito? Oppure ci sono delle restrizioni per la deducibilità fiscale negli interessi passivi?

Ai fini IRAP la cosa è facilissima: gli interessi passivi non sono mai deducibili dalla base imponibile IRAP, e questo è un fatto; più complessa è la situazione per l'IRES. Esiste infatti una norma, contenuta nell'articolo 96 del Testo Unico dell'Imposta sui Redditi che pone dei vincoli abbastanza severi rispetto alla deduzione degli interessi passivi, questa norma lega la possibilità di dedurre gli interessi passivi all'ammontare di reddito che la società genera.

Tanto maggiore è il reddito operativo della società, tanto maggiore sarà la possibilità di dedurre gli interessi passivi.

Vediamo nel dettaglio come funziona: per capire se gli interessi passivi sono deducibili bisogna innanzitutto vedere se ci sono anche degli interessi attivi per un ammontare pari agli interessi attivi che ci sono in bilancio, gli interessi passivi sono deducibili ma si tratta di poca cosa.

Per il resto occorre vedere cosa? Il Reddito Operativo Lordo.

Nel bilancio si legge dalla differenza tra le voci A e B del conto economico, quindi il reddito prima degli interessi e delle imposte. A questo dato di reddito bisogna aggiungere gli ammortamenti e i canoni di locazione finanziaria e si ottiene un importo. Se sono deducibili gli interessi passivi eccedenti gli interessi attivi ricevuti fino alla misura del 30% del reddito operativo lordo incrementato come ho spiegato.

Se la tua società gode di un utile operativo e il 30% di questo utile operativo è maggiore degli interessi passivi che hai sostenuto allora sei apposto: dedurrai interamente tutti gli interessi passivi.

Viceversa se gli interessi passivi sono più alti del 30% del ROL una quota degli interessi passivi sarà indeducibile. La conseguenza di questa norma qual è? Ti faccio un esempio: se una società ha un reddito operativo pari a 0 perché in un anno non ha reso niente, la gestione caratteristica non ha reso nulla, allora tutti gli interessi passivi, salvo la quota eventualmente gli interessi attivi ricevuti nel bilancio sarà completamente indeducibile e quindi la società finirà con il pagare l'IRES anche se non ha effettivamente prodotto alcun reddito positivo.

Per indorare leggermente la pillola il Legislatore ha previsto due norme comunque interessanti: queste norme sono la possibilità di dedurre nel futuro interessi passivi non deducibili se nel futuro si genereranno dei ROL adeguati e la possibilità di riportare al futuro eccedenze di ROL se si genera un bilancio di un ROL più alto di quello che serve per dedurre gli interessi passivi.

Provo a spiegartela meglio.

Primo punto: se tu in un anno non riesci a maturare degli interessi passivi perché sei in perdita ad esempio e quindi non hai un ROL adeguato, nella dichiarazione dei redditi potrai riportare al futuro questi interessi passivi deducibili e se l'anno dopo avessi un ROL sufficiente sia per dedurre gli interessi passivi dell'anno successivo, sia anche per dedurre gli interessi passivi dell'anno precedente allora questi interessi torneranno deducibili.

Il secondo aspetto è l'opposto: io posso dedurre interessi passivi e ho un reddito operativo molto maggiore di quello che mi serve per dedurre gli interessi passivi di quest'anno. Ho per esempio, gli interessi passivi che sono pari al 15% del ROL. Il residuo 15% che è definito "eccedenza di ROL" potrò portarlo in avanti nelle dichiarazioni successive se eventualmente in futuro non dovessi avere degli utili sufficienti per dedurre gli interessi passivi.

Non so se di queste cose eri consapevole, ti invito ad andare a vedere le tue dichiarazioni e se riesci a capire qualcosa tra i quadri troverai probabilmente qualcosa o degli interessi passivi riportati in avanti, se non li hai potuti ridurre in passato o delle eccedenze di ROL che ti stai portando in avanti se non hai mai avuto problemi di deduzione di interessi passivi.

Sono stato forse un po' troppo tecnico ma spero di essermi spiegato anche se credo che questo sia un argomento a volte trascurato ma che per un imprenditore è importante conoscere.

Buon lavoro.